Fusione di civiltà

L' impero bizantino e l' ortodossia furono i due assi che influenzarono in modo indelebile l' andamento di Creta. Solo nella regione di Chanià si salvano oggi più di 300 chiese bizantine: la Paleocristiana Basilica di Sughia, la basilica di Almirida, con eccezionali esempi di pavimenti a mosaico, La Rotonda o Santuario dell' Arcangelo Michail (VI secolo) ad Episkopì di Kisamos, con la sua unica e sensazionale architettura, con più di 5 strati di pittura sacra, il Santuario di San Nicola (XI secolo) a Kiriakoselia di Apokorona, il Monastero della madonna Zerbiotissa (XII secolo) a Stylo e il Santuario di San Giorgio (1243) ad Alichianos dipinto dalla mano di Paolo Provatà (1430) sono alcuni dei più importanti monumenti ecclesiastici della regione di Chanià.

La Chiesa di San Giorgio (1314) a Comitates di Sfakià, la Madre di Dio a Kakodiki di Selino, l' Arcangelo Michail (XIV secolo) ad Aradena di Sfakià e a Saracina di Selinu e ancora decine di chiese e chiesette di campagna attirano l' interesse del visitatore e lo commuovono.

A Creta vi sono monasteri del primo periodo bizantino cioè prima dell' 824, ma dal XVI secolo con la minaccia del pericolo turco, si incominciò a costruire nuovi monasteri, e con l' appoggio dei conquistatori veneziani se ne ristrutturarono di vecchi .

I più importanti si trovano ad Akrotiri, Il monastero Della Santa Trinità o degli Zakaroli (XVII secolo) con molti elementi architettonici occidentali, più in là il Monastero del Guverneto dedicato alla Signora degli Angeli (XVI secolo) a forma di fortezza, un po' più a parte in una gola la Chiesa Cattolica, di San Giovanni l' eremita (XVII secolo) esempio eccellente di architettura adattata all' aggressività e irregolarità del luogo.

Inoltre è anche importante il monastero femminile del Timio Prodromo a Korakies,il Monastero della Madonna Odigitria o Gonià a Kolibari (XVII secolo) a forma di fortezza, il Monastero di San Giovanni il Teologo a Stilo di Apokorona, il Monastero della Madonna di Chrisoskalitissa ancorato sopra la roccia.

Il Monastero femminile di Chrisopighi a Murnies, di Aghia Kiriaki a Varipetro, il Monastero di San Giorgio a Caridi (XII secolo) ecc.

Gli innumerevoli conquistatori lasciarono il loro marchio in tutta la regione con monumenti che ricordano il dramma del popolo cretese ma anche il loro coraggio.

La fortezza di Selino a Palaiochora (XIII secolo) di Franghokastello (XIV secolo), i resti della torre dei Da Molin (XIII secolo) ad Alikianos, gli edifici veneziani di Kokolaki a Derè e la casa signorile la Rotonda a Kalathenes di Kisamos, sono alcuni dei resti prematuri del dominio veneziano.

Verso la fine del loro dominio e in vista del pericolo turco i più abili architetti veneziani crearono alcuni dei migliori esempi di architettura difensiva, il castello di Chanià, opera di Sanmicheli (1537), il castello dell' isola di Suda e il castello di Gramvusa, opere di Orsini (1570 e 1579).

Un' altra serie di castelli e carceri come l' Inzedin (1872) a Kalami, il carcere di Aptera (1867), il carcere di Askifu e la torre di Alidaki ad Emprosnero di Apokorona: rappresentano i resti archeologici del dominio turco.

Gli ultimi conquistatori dell' isola non fondarono maestosi edifici, lasciarono però un monumento di riferimento all' orrore e all' inutilità dell' avidità umana e della guerra: il cimitero tedesco della II guerra mondiale a Maleme, dove riposano 4400 soldati tedeschi.